MUSICA SENZA CONTORNO

 

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MALEDICTI SUNT

(testo, esecuzione, musica, ricerche e montaggio video di Derekson)

TESTO

Trasformare in opportunità 
le sventure altrui ?
C’è chi lo fa!
Sfruttamento  e clandestinità
Riduzione in fame e povertà.
         Maledetto chi
         trae profitto personale
         dai disastri!
         Tornaconto a chi 
         va  a frugare  le occasioni
         tra i dannati !
C’è chi abusa della gioventù:
traffico di armi e schiavitù!
Barca nella notte salperà;
prora derelitta verso il nord.
          Maledetto chi
          sfrutta la disperazione
          per denaro!
          Maledetto chi
          spinge alla deportazione 
          per guadagno!
Corre un nuovo giorno e  siamo qua
a descrivere questa realtà;
vecchia storia di un’umanità
che non cambia mai né cambierà.
          Io non voglio stare
          dentro al gruppo degli infami
          Maledetti!
          E nemmeno tu
          puoi mangiare insieme a loro
          Maledetti!
          Maledetti che
          non avranno mai un perdono
          Da nessuno!
        
          Maledetti che
          si nascondono nel buio.
          Maledetti!
MALEDICTI SUNT
MALEDICTI
MALEDICTI SUNT
MALEDICTI
MALEDICTI SUNT
Lenoni, mezzane, papponi e protettori
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Stregoni, imbroglioni e falsi guaritori
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Mercanti di carne in pezzi di ricambio
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Iscritti e associati di organi corrotti
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Viziosi e morbosi  di bimbi adescatori  
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Razzisti sociali, schiavisti e caporali
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Mercanti di armi  e  trafficanti droghe  
MALEDICTI!
MALEDICTI SUNT
Sciacalli  e usurai  e falsi handicappati
MALEDICTI!

 

 

 
MUSICA E CULTURAAd ognuno una opinione.
Esiste una grande differenza tra il delitto d’impulso ed il crimine inteso come progetto di vita. Organizzare la propria esistenza calpestando i diritti altrui ad esclusivo tornaconto personale è il massimo della malvagità. E’ una tortura costante a danno di coloro che lavorano onestamente e si impegnano per un mondo migliore o forse, anche, per un semplice tentativo di sopravvivenza.
Si sa che certe attività si attuano col favore delle tenebre, con l’inganno e con lo sfruttamento dello stato di bisogno altrui. Certe attività, per di più, sono favorite dalla paura di chi è debole… Questo brano più che una “maledizione” si presenta come un “editto” in cui sono virtualmente elencate alcune delle “pestilenze” che ancora affliggono il genere umano e dove, tuttavia, trovano luogo effetti che tormentano la “società” non tanto come ulcerazioni provocate da esseri appartenenti alle diverse specie del mondo animale bensì come piaghe provocate dall’uomo. Ad esempio in tema di traffici illegali troviamo i “mercanti di carne in pezzi di ricambio” intesi come trafficanti di “organi” i quali stanno in buona compagnia con “i trafficanti di armi” .
Chi sfrutta la disperazione altrui non è migliore dei “figuri” precedentemente citati. Così, infine, è cantata una filastrocca che elenca una serie non esaustiva di attività infami come lo sfruttamento della prostituzione, la stregoneria (intesa in senso lato), l’esercizio abusivo dell’attività medica, la vendita di organi umani, le attività mafiose, la pedofilia, lo schiavismo, il traffico di armi, l’usura e l’esibizione di falsi handicapp. Forse è stata dimenticata qualcosa ma, in ogni modo, ci si chiede se l’inventario contenuto in questa canzone sia di per sé sufficiente a rendere intollerabile un futuro che già si presenta difficile a causa degli eventi naturali che si presentano in ogni tempo e in gran numero. Un’ultima domanda: per quale ragione tali attività sono indegne del genere umano? AD OGNUNO LA PROPRIA OPINIONE.
RIASSUNTO PER TAVOLE: Tavola 01 – M. J. Van Miereveld, Lezione di anatomia del dr van der Meer (1617); Tavola 02 – Rembrandt H. van Rijn, Lezione di anatomia del dr Tulp (1632); Tavola 03 – Renato Guttuso, La zolfara (1953); Tavola 04 – Renato Guttuso, Contadini al lavoro (1951); Tavola 05 – Pittura fiamminga del XVII secolo; Tavola 06 – Luca Giordano, Cristo scaccia i mercanti dal tempio (1670 ca); Tavola 07 – Giovanni Stradano, Cacciata dei mercanti dal tempio (1572); Tavola 08 – Marinus van Reymerswaele, Il banchiere e sua moglie (1514); Tavola 09 – Luca Signorelli, I dannati all’inferno (1499-1502); Tavola 10 – Hieronymus Bosch, I tormenti dell’inferno (1490-1510ca); Tavola 11 – Hieronymus Bosch, Giudizio Universale (1490-1510ca); Tavola 12 – Bartolomeo Manfredi, Caino uccide Abele (1610ca); Tavola 13 – Charles Ernest Cundall, Carri armati in azione (1941/42); Tavola 14 – Otto Pilny, Mercato degli schiavi (1910ca); Tavola 15 – Théodore Géricault, La zattera della Medusa (1810/19); Tavola 16 – William Turner, Il naufragio (1805); Tavola 17 – Carl Heinrich Bloch, Cacciata dei venditori dal tempio (1872ca); Tavola 18 – Marinus van Reymerswaele,, Gli usurai (1540ca); Tavola 19 – Cecco del Caravaggio, Cacciata dei venditori dal tempio (1610/15); Tavola 20 – Johann Theodor de Bry, Schiavi che cercano l’oro per conto degli spagnoli (XVII secolo); Tavola 21 – Quinten Massys, Gli usurai (1520); Tavola 22 – William Blake, Cerbero (1824/27); Tavola 23 – William Blake, Cerbero (in negativo); Tavola 24 – Ferdinand Hodler, Donne che corrono; Tavola 25 – Renato Guttuso, Crocifissione (1940/41); Tavola 26 – Alberto Vitali, Mascherata in piazza del mercato del fieno [a Bergamo Alta](1937); Tavola 27 – Vann Nath, Prigione S21; Tavola 28 – Max Beckmann, La notte (1918/19); Tavola 29 – Felix Nussbaum, Morte trionfante (1944); Tavola 30 – Gustave Doré, Gargantua e Pantagruele; Tavola 31 – Felix Nussbaum, Morte trionfante (1944); Tavola 32 – Valentin de Boulogne, Cacciata dei mercanti dal tempio (1618ca); Tavola 33 – Michelangelo Merisi (Caravaggio), Scudo con testa di Medusa; Tavola 34 – Luca Giordano, Cristo scaccia i mercanti dal tempio (1670 ca); Tavola 35 – Luca Giordano, Cristo scaccia i mercanti dal tempio (1670 ca); Tavola 36 – Bartolomeo Manfredi, Gesù scaccia i mercanti dal tempio (XVII secolo); Tavola 37 – Dirck van Baburen, La mezzana (1622); Tavola 38 – El Greco, La cacciata dei mercanti dal tempio (1600 ca); Tavola 39 – Bernardino Mei, Il ciarlatano (XVII secolo); Tavola 40 – Giovanni Francesco Barbieri [detto il Guercino], Cristo scaccia i mercanti (XVII secolo); Tavola 41 – Gerard David, Tortura del Giudice Sisamme (1498); Tavola 42 – Vittorio Amedeo Rapous, La cacciata dei mercanti dal tempio (XVIII secolo); Tavola 43 – Achille Beltrame, Illustrazione della Domenica del Corriere (1899); Tavola 44 – Rembrandt Hammerzoon van Rijn , Cristo scaccia i mercanti dal tempio; Tavola 45 – Alexandr Andreevic Ivanov, Apollo – giacinto – Cliparisso; Tavola 46 – Antonio Zanchi, Cacciata dei mercanti dal tempio; Tavola 47 – Johann Moritz Rugendas, Negres au fond de Calle (XIX secolo); Tavola 48 – Giovanni Antonio Fiumani, La cacciata dal tempio (XVII secolo); Tavola 49 – Keith Haring, Crack is wack (1986); Tavola 50 – Giotto, Cristo scaccia i mercanti dal tempio (XIV secolo); Tavola 51 – Lucas Cranach il Giovane, Unequal Lovers (XVI secolo);

DEREKSON: ROSA DEL NILO

(testo, esecuzione e musica di Derekson, montaggio e materiale fotografico di Lupo Skipper)

NOTA DELL’AUTORE: Questo brano musicale è stato ispirato dalla delusione sofferta per causa delle umane incomprensioni. Differenze d’opinione, egoismi, nazionalismi e guerre impediscono il progredire di una pacifica ed armoniosa  convivenza. Le ROSE DEL NILO, nel nostro tempo, in Egitto sono praticamente scomparse nel senso che non nascono più spontaneamente. Si tratta del più noto FIOR DI LOTO che è ancora possibile trovare in estremo oriente. Si parla di una canzone “posta al limite dell’utopia” poiché rivedere le Rose nel Nilo non è, come non sarà, impresa di poco momento. Si deve aggiungere  che la diversità tra i popoli dovrebbe essere un patrimonio imperdibile dell’umanità. Ciò nonostante, al contrario, ogni giorno bianchi, neri, gialli e rossi non perdono occasione per manifestare la loro reciproca diffidenza. Si parla di un caos generale. Solo per citare alcuni “colori” ci si limita ad osservare le lotte dei Bianchi contro i Neri e viceversa. Poi i Bianchi contro i Bianchi e i Neri contro i Neri mentre gli altri colori non stanno soltanto a guardare ma danno vita ad altri miscugli di colore in cui il Rosso sangue è la tonalità prevalente. Il tutto in una realtà atta a rendere maggiormente illusorio il sogno di vedere finalmente un mondo unito sotto uno stesso ideale: quello di vivere in pace protesi verso uno stesso progresso. Il mondo animale ci insegnerebbe la via. L’amore dei genitori verso la prole: i canguri, i delfini, gli uccelli ed anche gli insetti, solo per citare alcuni esempi nella loro semplicità, dovrebbero indurre a riflettere. Sennonché il genere umano è troppo superbo per porsi al loro elementare livello. In conclusione però c’è chi, come l’autore, coltiva una speranza che, giusto ancora  utopica, sarebbe quella di vedere un giorno un mondo riunito sotto una stessa bandiera quale conseguenza della cancellazione di tutti i confini che dividono le menti.
ROSA DEL NILO – Testo della canzone traducibile
Voglio vedere di nuovo le rose sbocciare vicino al Nilo – Voglio vedere un indiano che ride col viso scolpito dal sole.  Voglio ascoltare i mulini girare nei campi tra i tulipani. Voglio incontrare eschimesi e pescare nel buco tagliato nel ghiaccio.
Voglio viaggiare, cercare e trovare, voglio vedere le cose e capire. Voglio girare l’intero pianeta e cancellare ogni confine e rompere il guscio dell’uovo in cui vivo: uscire, afferrare e il mondo abbracciare…
Voglio vedere i delfini danzare; scherzare tra le onde del mare. Voglio vedere i canguri saltare con il marsupio pieno d’amore. Voglio sentir le cicale frinire; cantare il loro inno all’amore. Voglio vedere gli uccelli volare; portare in dono la primavera.
Voglio vedere il serpente morire tra i denti  della mangusta e i chiari cieli del cancro annerire sui mari  nella tempesta. Voglio sentir sulla pelle il mattino le gocce della rugiada e quando tutto avrò visto e  sentito dormire e continuare a sognare…
Voglio viaggiare, cercare e trovare, voglio vedere le cose e capire. Voglio girare l’intero pianeta e cancellare ogni confine e rompere il guscio dell’uovo in cui vivo: uscire, afferrare e il mondo abbracciare…
Voglio sentire la gente parlare; girare per le strade e cantare. Voglio vedere una terra pulita dai miasmi del rancore e dell’odio. Voglio adunare i bianchi coi neri uniti in uno stesso ideale. Voglio tornare a sperare e vedere ancora le rose del Nilo…

DEREKSON: Amore o non amore?_mp3testo (chitarra e canto)

DEREKSON: NOTTE D’AGOSTO (chitarra e canto)

Notte d’agosto è di nuovo qui. E’ San Lorenzo che piange ancora e una luce sottile che scompare. Per una stella che cade giù, un desiderio da esprimere inconfessabile e sempre più segreto.
Non costa niente sperare che qualcosa possa succedere…
DOMANI, DOMANI e DOMANI vedrai che tutto è possibile ma è un nuovo giorno che può aspettare…. DOMANI, DOMANI e DOMANI quello che aspetti è fattibile e in questa attesa tu puoi sperare…
Un infinito davanti a noi e un orizzonte tra cielo e mare e una luce sottile che separa quell’universo dove sei tu da questa terra dove sto io; dove l’aria mi invita a respirare.
Non costa nulla sperare che qualcosa possa succedere…
DOMANI, DOMANI e DOMANI vedrai che tutto è possibile ma è un nuovo giorno che può aspettare…. DOMANI, DOMANI e DOMANI c’è un desiderio sensibile  e in questa attesa tu puoi sperare…

 

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DEREKSON: QUARàNNA

Con le borse sotto agli occhi lei si sveglia la mattina e sa che una ragione c’è: Tonnellate di tossine da smaltire DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU. E la notte è troppo corta per riprendere la forza di affrontare un giorno in più. Tanta gente che la chiama e che ha bisogno!
C’è un malato da guarire, c’è una vita da salvare, sempre un’emergenza c’è in un tempo in cui è vietato ritardare DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU. E se espone la sua vita consapevole dei rischi che minacciano su lei… la sua spinta sta in un demone interiore.
E’ dedicata ad Anna questa canzone DU DU DU – DU DU DU , a medici e infermieri e ai volontari che dentro agli ospedali lottano insieme a lei DU DU DU – DU DU DU tra mille e mille insidie per solidarietà.
Tu! Canta con me questa canzone. Sì, canta anche tu: CORONAVIRUS STOP!!!
Anna è un nome come tanti molto semplice da dire: è come un simbolo per noi che riunisce in un’idea la qualifica di eroe DU DU DU – DU DU DU . E’ lo scampolo migliore del vastissimo tessuto della nostra società; quella parte che conduce alla fiducia.
E’ dedicata ad Anna questa canzone DU DU DU – DU DU DU , a medici e infermieri e agli ausiliari e dentro a un solo nome c’è un mondo intero che DU DU DU – DU DU DU si trova sempre in guerra contro le infermità.
Tu! Canta con me questa canzone. Sì, canta anche tu: CORONAVIRUS STOP!!!
E se fosse una canzone a propagare con vigore nel sistema immunitario la presenza di una nuova vigoria DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU contagiosa nell’amore più di un virus porterebbe l’energia per sopportare questa lunga e necessaria quarantena.
DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU
DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU
DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU
DU DU DU – DU DU DU – DU DU DU

 

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